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Ma tu, ragione, avanzi:

onnipossente a scaltrire il destino,

nell’inflessibile mistero

a boccheggiar ci lasci;

ma voi, rapimento e saggezza

in apollinea gioia

in sublime quiete,

al marcio del tempo le nari chiudete

o mitigando l’asprezza

nella fiala soave dell’estro

o vagheggiando dall’alto

la vita, che qui di respiro in respiro

è con noi belva in una gabbia chiusa!

Un’eletta dottrina,

un’immortale bellezza

uscirà dalla nostra rovina.