Sul coronavirus

Nei peggiori film apocalittici siamo stati abituati ad assistere al contagio fuori controllo di virus letali che minacciano la sopravvivenza dell’intera umanità. Sarà magari l’influenza e il retaggio lasciatici dal cinema ad aver provocato una tale isteria incontrollata per un virus simil-influenzale di cui si può dire tutto tranne che sia letale? Oppure sarà l’inoppugnabile avversione alla matematica che fuorvia la gente facendole trascurare il basso tasso di mortalità del virus? Fatto sta che è diffusa la percezione isterica di rischio per la propria vita anche da parte di chi affronterebbe l’eventuale contrazione del Covid-19 come una banale influenza invernale, sebbene i dati dimostrino che solo meno della metà della metà della metà della metà della metà dei contagiati non riesce a superare incolume tale virus.

Sul fatidico ritorno del fascismo

Già il dover riutilizzare il termine ‘fascista’ dopo la prolungata e nauseante parentesi passata dovrebbe ledere la nostra intelligenza, non solo perché dovrebbe essere un argomento incastonato nel passato e ormai digerito ed espulso come insopportabili feci, ma anche perché è del tutto anacronistico far riaffiorare impulsi legati a un secolo fa e appiopparli nella nostra società totalmente differente da quella di allora e che quindi non ha nulla da condividere con il fascismo.

Silvio, rimembri ancora?

C’è mai stato un tempo in cui la politica si faceva per passione, quando si era spinti da pulsioni ideologiche prima ancora che da mero opportunismo e fame di potere? Se questo periodo c’è mai stato, di sicuro non coincide con quello della presenza, e quasi infinita permanenza, nella vita politica dell’uomo dall’allure carismatica, dalleContinua a leggere “Silvio, rimembri ancora?”