Antidoto alla quarantena

In questo periodo grigio di quarantena mi percepisco come fossi sospinto in un moto circolare. I due sentimenti contrastanti di stazionarietà legata alla monotonia e mobilità connessa all’inarrestabile scorrere dei giri cozzano tra di loro, e questo moto apparente suscita in me una sorta di inaudita cinetosi, che fomenta un malessere interiore, che esacerba uno sconquasso d’animo, che inocula una nausea di piattume.

Sul coronavirus

Nei peggiori film apocalittici siamo stati abituati ad assistere al contagio fuori controllo di virus letali che minacciano la sopravvivenza dell’intera umanità. Sarà magari l’influenza e il retaggio lasciatici dal cinema ad aver provocato una tale isteria incontrollata per un virus simil-influenzale di cui si può dire tutto tranne che sia letale? Oppure sarà l’inoppugnabile avversione alla matematica che fuorvia la gente facendole trascurare il basso tasso di mortalità del virus? Fatto sta che è diffusa la percezione isterica di rischio per la propria vita anche da parte di chi affronterebbe l’eventuale contrazione del Covid-19 come una banale influenza invernale, sebbene i dati dimostrino che solo meno della metà della metà della metà della metà della metà dei contagiati non riesce a superare incolume tale virus.